L’opossum influenzato e la Sindrome di Lazzaro


a malattia, qui intesa come una temperatura corporea che oscilli tra i trentasette e i trentasette gradi virgola uno se misurata sotto la coda, mette a dura la prova la convivenza con un opossum in cattività.

Le osservazioni scientifiche della dottoressa Kurolopy hanno dimostrato che il povero paraculide durante l’episodio febbrile perde totalmente l’uso delle zampe anteriori e posteriori: così la semplice impresa di raggiungere per esempio una bottiglia d’acqua nell’apposito frigo gli è impietosamente preclusa, e necessita costantemente dell’intervento altrui.

In compenso si nota nel soggetto un importante aumento dell’estensione vocale, con tendenza alla logorrea, che produce vocalizzi topogigieschi del tipo: sdo balissibo, abore, aiudo.

Invece, in contrasto con la logorrea, si verifica una certa stipsi nella scelta dell’abbigliamento da indossare nella tana: cappellini da nonno in gita, pigiami sformati con ginocchioni cascanti, calzettoni a pied-de-pouce, pantofole a piede di porco.

Va da sé che l’alimentazione di un paraculide malato necessita di devota applicazione, e lui, saggio degente, alla domanda: cosa vuoi mangiare? risponde immancabilmente, con un tremulo guaito: un brodiiiiiiiino. Salvo poi sorprenderlo con una coscia di pollo arrosto sotto l’ascella mentre si dirige con aria losca verso un angolo buio della tana.

Ma il fenomeno sorprendente, che il team della Kurolopy ancora non è riuscito a decodificare, è la cosiddetta Sindrome di Lazzaro. Sindrome che riguarda due zone precise del corpicino martoriato del povero paraculide.

Dalla prima zona implicata, la sindrome prende il sotto-nome di Sindrome del Cazzo, non per denigrarla, ma perché coinvolge selettivamente l’organo citato. Il quale organo, come per magia e nonostante la malattia, può suonare una fuga (fuga, eh) di Bach senza perdersi un colpo.

La seconda zona implicata dà il nome alla sotto-sindrome detta Della Birretta. Ovvero, alla proposta di qualche amico paraculide di combattere il maledetto virus con massicce dosi di malto fermentato, l’opy, come Lazzaro, si alza e cammina. Questo miracolo rappresenta un innegabile vantaggio, allontanando il soggetto per qualche ora dall’avita tana.

Siamo lieti di informarvi che il team della Kurolopy noleggia amici da birretta al vantaggioso prezzo di euro 50 cadauno. Venghino, siore, venghino.

 

Per la dottoressa Kurolopy: Rossella Calabrò

 

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